Rizoartrosi

E’ l'artrosi che colpisce l articolazione trapezio-metacarpale del primo raggio della mano (pollice)
E’ una malattia invalidante, progressiva che porta alla deformazione articolare dolore ingravescente con conseguente limitazione dell uso della mano. E’ più frequente nel sesso femminile e in pazienti che effettuano manuali pesanti ripetitivi.


rizoartrosiRizoartrosi

CAUSE

E’ provocata da una patologia degenerativa della cartilagine articolare , con conseguente usura della stessa, erosione delle ossa interessate (trapezio, metacarpo) con successiva deformazione articolare ed instabilità.
Nel contempo si ha comparsa di dolore che aumenta con il progredire della malattia, insieme ad una diminuzione della funzionalità, con perdita di forza e limitazione articolare, in particolare delle prese di pinza ed in generale della mobilizzazione del pollice e del polso.

DIFFUSIONE E FREQUENZA

La rizoartrosi è più diffusa nel sesso femminile in età superiore ai 40 anni, rappresenta circa il 10% delle patologie artrosi che,spesso bilaterale, può avere familiarità, può essere di natura secondaria post-traumatica.

SINTOMI

Inizia solitamente con dolore alla base del pollice che successivamente aumenta alla mobilizzazione, con comparsa di deformazione articolare e riduzione della motilità, presenza di scrosci articolari. A volte in fase acuta, si ha tumefazione dolorosa del pollice e anche della mano. La progressione della malattia porta ad una deformità articolare sempre più evidente con rigidità e conseguente impotenza funzionale articolare.

DIAGNOSI

La diagnosi della rizoartrosi è inizialmente clinica, valutata da uno Specialista in Chirurgia della Mano, confermata da un esame radiografico.

lastra rizoartrosiDiagnosi rizoartrosi

CLASSIFICAZIONE

Una classificazione basata sull’esame radiografico è quella di Dell che comprende 4 stadi:

  • I stadio: restringimento della rima articolare trapezio-metacarpale con sclerosi senza sublussazione
  • II stadio: sclerosi sub condrale marcata con iniziale osteofitosi e sub-lussazione inferiore ad 1!3 della base metacarpale
  • III stadio: osteofitosi del trapezio con scomparsa quasi totale dell’interlinea articolare, sub-lussazione uguale o superiore ad 1!3 della base metacarpale ed artrosi peritrapeziale
  • IV stadio: grave dimorfismo articolare con voluminosi osteofiti, sub-lussazione della trapezio-metacarpale e geodi sub-condrali.
  • Una classificazione che evidenzia anche i sintomi è quella di Brunelli, anch’essa divisa in 4 stadi:
  • I stadio: instabilità con dolori iniziali, senza grossolane alterazioni radiologiche
  • II stadio: dolori frequenti da sforzo, modesta limitazione funzionale, iniziali alterazioni radiografiche
  • III stadio: dolore più forte con limitazione funzionale, avanzate alterazioni radiografiche
  • IV stadio: rigidità trapezio-metacarpale, grave limitazione funzionale, iperestensione della metacarpofalangea, gravi alterazioni radiografiche.

TERAPIA

Il trattamento deve essere mirato per alleviare la sintomatologia dolorosa e conseguentemente la funzionalità.
Nelle fasi iniziali è indicata la terapia conservativa consistente nel riposo funzionale, nell uso di un tutore d immobilizzazione polso e primo dito incluso associata a terapia medica con farmaci antinfiammatori per via generale e locale(cerotti medicati) e fisica(ultrasuoni, laser e tecarterapia).
E anche indicata la terapia infiltrativa con acido ialuronico o ultimamente con fattori di crescita mesenchimali.
Nelle fasi più gravi, è necessario il trattamento chirurgico:

  1. Artrodesi trapezio-metacarpale, consistente nella fusione del trapezio e del primo metacarpo causando così una stabilità articolare e scomparsa del dolore ma una limitazione della mobilizzazione.
  2. Tenoartroplastica in sospensione, ovvero asportazione del trapezio e interposizione nello spazio creato di una porzione di un tendine(abduttore lungo del pollice), successivamente suturato al tendine flessore radiale del carpo che consente la cosidetta sospensione e la risoluzione del problema, non limitando la funzionalità ma causando una riduzione della forza di presa.
  3. Protesizzazione, consistente nella sostituzione protesica. Questo tipo di trattamento negli ultimi tempi è stato un po’ meno utilizzato.

RIABILITAZIONE

Dopo il trattamento chirurgico della rizoartrosi è indispensabile un trattamento riabilitativo fisiochinesiterapico.
Nel post-operatorio il paziente deve portare un tutore od ortesi che mantenga immobile l’articolazione per un periodo di circa 4 settimane.
Successivamente deve essere eseguire intenso trattamento fisioterapico al fine di riprendere la funzionalità ed particolarità del pollice e del polso.

 

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